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Giustizia e umanità devono sempre prevalere sulla morte
6 settembre 10 | Dichiarazioni

Il tragico assassinio di Angelo Vassallo, la condanna a lapidazione di Sakineh: due episodi su cui ragionare e mobilitarsi.
La lotta a tutti i fondamentalismi oscurantisti come principio primario, per far valere i diritti umani, la legalità, la pari dignità fra i generi ed il senso di umanità fra tutti gli uomini e le donne

 
Sono giornate oscure queste per l'Italia e per il mondo. Un sindaco è stato ammazzato per non essersi piegato ai ricatti della camorra; ora emergono le sue denunce di collusioni fra mafia e forze dell'ordine, un coraggio che lo ha condannato a morte, probabilmente perchè troppo scomodo in un ambiente dove le infiltrazioni mafiose sono convinte di dover agire indisturbate.

Lontanissimo da noi, ma in fondo non così tanto, una donna attende la morte per lapidazione perchè accusata di adulterio, ed insieme a lei a, ltre 13 persone aspettano terrorizzate di essere uccise lentamente a pietrate, come se già la condanna a morte non fosse un abominio sufficiente.

Due storie diversissime, ma che affondano le radici nel medesimo fango, quello della disumanità, dell'oscurantismo, del fondamentalismo conservatore che non è solo religioso ma può essere anche mafioso, perchè esiste col medesimo scopo d'impedire che qualcosa cambi, operando affinchè tutto rimanga immutabile.

Angelo Vassallo è morto per mano di mafia, quale fosse il suo pensiero politico è stato detto, ma non interessa perchè non esiste una specificità politica per l'onestà ed il coraggio. Queste righe vogliono ricordarlo, senza essere tentate di strumentalizzare alcunchè: bisogna però dire che accanto all'immediato cordoglio ed appello del Presidente Napolitano ci aspettavamo una più ampia risposta del governo istituzionale, evidentemente troppo preso a tentare di ricompotte le magagne interne per occuparsi dei morti ammazzati. La mafia è un cancro, e comune dev'esser l'impegno per estirparla, dalla persone come dallo Stato. Lo sforzo a favore dell'antimafia dev'essere pari a quello che profondiamo per l'antifascismo. La battaglia è per i medesimi valori, per una società che si fondi sulla giustizia e non sul terrore.

Sakineh, se il pressing internazionale non otterrà i risultati sperati, rischia di morire per una pena infinitamente sproporzionata, senza nemmeno la possibilità reale di potersi difendere a dovere..il suo avvocato è addirittura dovuto fuggire all'estero per non subire le ripercussioni del regime di Teheran. Questo fondamentalismo oscurantista sta alla religione musulmana come l'inquisizione sta alla religione cattolica. Forte può esser la tentazione degli xenofobi di puntare il dito contro un'intera religione, contro un'intera cultura. Ovviamente questa barbarità ha poco a che fare con la dottrina religiosa ma intreccia le sue maglie nella repressione, nel potere, nel terrore come forma di dominazione dell'uomo sull'uomo.
La rivoluzione islamica in Iran ha la stessa propulsione innovativa della rivoluzione marxista in Corea del Nord: serve ormai a sostenere un quadro di potere e di regime oppressivo.
Ma una cosa è certa e bisogna riaffermarla: la giustizia, l'umanità ed i diritti umani come la legalità e la parità fra i generi, sono valori che vanno al di sopra di qualsiasi credenza religiosa, politica o morale. Per questo non ci potrà mai essere nessun relativismo di pensiero o di opinione che possa convincere che questi valori devono soggiacere a dinamiche più alte.
Noi continueremo sempre a riaffermarle con decisione, potete contarci.


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sakineh |  vassallo |  mafia |  legalità | 

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