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Sole 24ore: E-R TERRENO FERTILE PER I GIOVANI - 3° in Italia per facilità inserimento-paga-stabilità tra gli under 30
12 luglio 10 | Dichiarazioni

L'Emilia-Romagna e' terreno fertile per i giovani a caccia di lavoro. La regione e' infatti la terza in Italia per facilita' d'inserimento, livello di retribuzione e stabilita' lavorativa degli under 35

 
Secondo una ricerca curata dal centro Datagiovani per il Sole 24 Ore, infatti, soltanto Trentino-Alto Adige (col punteggio di 160,6) e Veneto (134,3) superano l'Emilia-Romagna (132,7) nell'indice di appetibilita' lavorativa giovanile, il parametro che misura la capacita' delle regioni di spalancare le porte del mondo del lavoro alle nuove generazioni. Tra Piacenza e Rimini e' piu' semplice trovare un lavoro (magari anche ben pagato e senza data di scadenza) anche rispetto alla Lombardia, 4° nel ranking nazionale con un indice del 129,6.
Il lavoro giovanile disegna l'Italia come uno stivale capovolto. Tutte le regioni del Nord sono ben al di sopra della media nazionale per i tre indicatori dello studio. Discorso completamente diverso al centro-sud. Se l'Umbria (100,7) e le Marche (102,4) si piazzano oltre la media italiana, dal Lazio (90,6) in giu' le performance crollano. Fino alle ultime tre regioni italiane: in Sardegna (l'indice non va oltre il 71,7), Calabria (75,9) e Sicilia (76,1) per chi ha meno di 35 anni la strada verso l'occupazione e' un campo minato.
Enorme e' anche il "regional divide" tra chi, a termine o a tempo indeterminato, ha comunque un lavoro e chi e' disoccupato. Se in Italia e' senza occupazione il 14% degli under 35, le statistiche si impennano in Sicilia (25,5%), Campania (24,1%) e Sardegna (23,6%). Al contrario, il fenomeno e' sotto controllo in Trentino (disoccupazione giovanile appena al 5,7%) e Veneto (7,7%).
Infine, l'indagine del Sole 24 Ore fotografa un'altra, nettissima, linea di demarcazione: c'e' infatti una forbice del 18% tra gli stipendi degli uomini e quelli delle donne. Il 'gap' tra i sessi non fa dunque sconti, nemmeno tra i giovani. E per le ragazze meridionali la situazione e' ancora piu' complicata: guadagnano fino al 25% in meno dei maschi.


(DIRE) Bologna, 12 luglio


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