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Andrea Tarroni: CASA ARTUSI METTE MUSSOLINI FRA I "GRANDI ROMAGNOLI". Il comunicato del Comitato in difesa della Costituzione
3 febbraio 10

SI', Maurizio Viroli ha ragione.

Riteniamo l'indignazione espressa da Maurizio Viroli in merito all'appuntamento culinario che la casa Artusi ha dedicato a Benito Mussolini del tutto fondata.

 
E’ l’ennesimo capitolo della progressiva perdita “di senso storico” che, anche in ambiti che dovrebbero esserne immuni, dove si opera in contesti culturali, civili e associativi, sta erodendo l’immaginario civile della nostra Repubblica. E, sia chiaro, come giustamente sostengono Ridolfi e Mattarelli, il problema non consiste nel “non parlare” di Mussolini. Le pagine della storia vanno tutte scritte e studiate, e Mussolini è stato, e resta, come protagonista fra i più incisivi nelle tragedie del secolo scorso e oggetto di indagini storiche via via più accurate (Emilio Gentile). E la più rigorosa ricerca storica si tiene lontana da inopinati “revisionismi”. Invece, il “parlare” di Mussolini associandolo al divertimento, alla buona tavola, all’intrattenimento amicale, all’attrattiva turistica, e, chissà, anche ad ammiccamenti elettorali, ci lascia veramente sconcertati. In nome di quale pacificazione nazionale? La storia macina tutto? Restano solo nebbie indistinte o memorie patrie da ricordare tutte nello stesso nostalgico o ironico modo? Come ricorda Viroli, la nostra è una Costituzione antifascista, voluta e scritta tutta “per differenza” rispetto al fascismo, nei principi fondamentali, nei diritti e nei doveri. E’ probabile che chi governa la Casa Artusi non la conosca, e non conosca la storia che ha portato alla Costituzione. Non ci stupisce. Dati recenti attestano, purtroppo, che anche molti parlamentari non conoscono la Costituzione. Riteniamo che la cosa sia un tragico paradosso. Ma, dalle nostre parti, almeno chi governa le città la dovrebbe conoscere, e sapere che, su questioni fondamentali che la vicenda umana e politica di Mussolini ha imposto alla nazione di “sperimentare”, prima e dopo la tragedia della guerra, e nella rinascita, prima e dopo la Resistenza, non è possibile “scherzare” o avere approcci, come ricorda giustamente Mattarelli, banalizzanti.

I Comitati in Difesa della Costituzione della provincia di Ravenna propongono alle cittadine e ai cittadini di Romagna di avviare una seria riflessione su tutto questo.

Tutto si può fare, purché di successo e remunerativo?

O ci sono limiti e ambiti da riconoscere, circoscrivere, rispettare?

Oportet ut scandala eveniant.

Ci dichiariamo fin d’ora disponibili a partecipare al confronto, a Forlimpopoli e altrove.


COMITATO IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE di Ravenna

3 febbraio 2010

TAGS:
mussolini |  costituzione |  fascismo | 

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